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Per principianti e collezionisti

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Rispettoso dell’ambiente

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Informazioni sulla spedizione

Descrizione

Drosera ordensis x falconeri è un bellissimo ibrido di Drosera picciolata, ama il caldo estivo e il pieno sole; in inverno preferisce temperature superiori ai 20°C. La Drosera ordensis x falconeri è un ibrido di drosera del complesso Petiolaris. Queste piante presentano forti caratteristiche della pianta madre, la Drosera ordensis, e sono densamente ricoperte di peli bianchi che proteggono dal sole e dal caldo secco. Le piante madri sono originarie del Territorio del Nord e dell’Australia occidentale.

Origini:
Australia settentrionale

Descrizione:

  • Clima: tropicale
  • Ciclo vitale: perenne (dormienza invernale)
  • Forma: prostrata
  • Foglie: bianche
  • Trappole: rosso acceso

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni e foto visita il nostro blog e le nostre pagine facebook e instagram.

 

Dettagli dell’acquisto

Istruzioni per la cura

Come coltiviamo le Drosere picciolate? 
Le piante in-vitro vengono ambientata indoor in una camera di coltura con parametri ambientali controllati. ciò permette ai tessuti della pianta di adattarsi gradualmente alle condizioni di coltivazione extra-vitro, mantenendo la massima vigoria della pianta anche durante questa fase delicata. Le piante offerte nello shop hanno in tutti i casi già superato la fase di adattamento per almeno 3 mesi. Dopo questa prima fase la pianta viene portata all’esterno, sotto la luce diretta del sole, mantenendo sempre 3-4 cm d’acqua nel sottovaso. Come per la maggior parte delle piante carnivore, utilizziamo solo acqua distillata prodotta da un sistema a osmosi inversa.

Illuminazione:
Le Drosera picciolate amano tanta luce diretta! In pieno sole infatti esse svilupperanno al meglio i loro incredibili colori!

Irrigazione:
Nel loro ambiente naturale durante l’estate piove molto spesso: un eccesso d’acqua non è un problema se ben esposte al sole, generalmente è consigliabile mantenere qualche centimetro d’acqua in un alto sottovaso. È importante utilizzare solo acqua distillata o, in alternativa, tutte le acque a bassissimo contenuto di sali minerali. Ad esempio quella piovana o tutte le acque di condensa (condizionatore, deumidificatore). È necessario che la conducibilità abbia un valore inferiore a 50 micro-siemens.
Gli inverni in quelle regioni sono relativamente secchi, con l’avvicinarsi della stagione fredda è obbligatorio ridurre gradualmente l’apporto idrico. In questa fase la pianta comincerà a ritirarsi in una forma di riposo vegetativo che non prevede ibernacolo: lentamente, con l’avvicinarsi delle temperature fredde e con l’abbassarsi del livello idrico esse rallenteranno la crescita formando una “rosetta” di foglie prive di trappola e dall’aspetto villoso.

Substrato:
Sebbene il 50% di torba e il 50% di perlite vadano bene come substrato generale, consigliamo il substrato per Drosera che abbiamo sviluppato e testato per la crescita ottimale di questo genere.

Stagionalità e temperature:
L’inverno per le Drosera picciolate coltivate in un’area a clima temperato rappresenta la vera sfida: seguendo delle piccole e facili regole potremmo coltivare al meglio queste splendide piante carnivore anche con i nostri inverni rigidi e umidi. Come già accennato la Drosera picciolata non tollera eccessi d’acqua e umidità nei mesi freddi. Queste condizioni porterebbero facilmente ad attacchi fungini che comprometterebbero velocemente la salute della pianta. Al termine dell’estate è opportuno ridurre gradualmente l’apporto idrico fino ad ottenere una condizione di terreno asciutto (non secco!) che verrà bagnato dal basso ogni qualvolta risulti necessario col fine di mantenere un leggero grado di umidità del substrato. Se si vive in zone dove le temperature invernali scendono sotto i 10-15°C è opportuno munirsi di un terrario indoor con un buon tasso di riciclo dell’aria per evitare l’accumularsi di umidità deleteria per questa Drosera. Le temperature minime non dovrebbero scendere sotto i 18°C. In questa fase la pianta comincerà lentamente a produrre foglie più fitte, sempre più corte e senza trappole funzionanti fino a raggiungere l’aspetto di una “rosetta, rallentando totalmente il proprio metabolismo fino alla primavera. Questa condizione di riposo è necessaria per permettere alla pianta di seguire il proprio ciclo naturale. Pertanto è sconsigliato far vegetare le Drosera picciolate tutto l’anno.
La primavera è un periodo un po’ delicato per le Drosera picciolate, in natura infatti coincide con l’aumento esponenziale delle piogge, evento che avviene in concomitanza con l’aumento delle temperature. Per simulare correttamente questo periodo ed evitare attacchi da parte di muffe bisogna “svegliare” le Drosera picciolate gradualmente. Per fare ciò è consigliato aumentare gradualmente l’apporto idrico: all’aumentare dell’umidità e dell’acqua presente nel terreno la Drosera picciolata comincerà a svegliarsi. Quando le temperature esterne lo permetteranno (> ai 18°C) si possono posizionare i vasi all’esterno in pieno sole utilizzando il classico sistema di coltivazione utilizzato per Dionaea, Sarracenia e Drosera subtropicali.

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni sulla coltivazione visitate le nostre guide alla coltivazione o utilizzate il nostro supporto per la cura delle piante scrivendo una e-mail al mitico “Pigliamosche” Andrea Amici (ilpigliamosche@diflora.it).

Fonte

Diflora ha cominciato la propagazione di questa Drosera utilizzando semi fatti germinare in vitro presso il nostro laboratorio. Questo esemplare è stato selezionato per la sua unicità in termini di forma e colore, risultando un prodotto distintivo sul mercato.

Tecnica di cattura

Drosera cattura principalmente piccoli insetti volanti. Lo fa grazie ad un sistema di cattura “a colla”, basato cioè sulla produzione di goccioline di acqua e polisaccaridi (zuccheri) all’estremità dei tentacoli. Queste gocce emulano la funzione del nettare e attirano piccoli insetti che cercano sostanze zuccherine per nutrirsi. Una volta che gli sfortunati visitatori atterrano sulle foglie di Drosera rimangono appiccicati a causa dell’elevata viscosità delle goccioline. Poco alla volta il liquido denso proveniente dai tentacoli vicini avvolge l’animale che sarà destinato ad una morte piuttosto macabra: le trachee, i fori respiratori  posti nell’addome degli insetti, vengono ostruite causandone la morte per soffocamento.

Coltivazione

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Best Season

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Condizioni di illuminazione

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Drosera – Caratteristiche speciali

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5 su 5 in base a 1 di valutazione del cliente
(1 recensione cliente)

Drosera ordensis x falconeri

10.00 *

Descrizione

Drosera ordensis x falconeri è un bellissimo ibrido di Drosera picciolata, ama il caldo estivo e il pieno sole; in inverno preferisce temperature superiori ai 20°C. La Drosera ordensis x falconeri è un ibrido di drosera del complesso Petiolaris. Queste piante presentano forti caratteristiche della pianta madre, la Drosera ordensis, e sono densamente ricoperte di peli bianchi che proteggono dal sole e dal caldo secco. Le piante madri sono originarie del Territorio del Nord e dell’Australia occidentale.

Origini:
Australia settentrionale

Descrizione:

  • Clima: tropicale
  • Ciclo vitale: perenne (dormienza invernale)
  • Forma: prostrata
  • Foglie: bianche
  • Trappole: rosso acceso

Informazioni aggiuntive:
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Dettagli dell’acquisto

Istruzioni per la cura

Come coltiviamo le Drosere picciolate? 
Le piante in-vitro vengono ambientata indoor in una camera di coltura con parametri ambientali controllati. ciò permette ai tessuti della pianta di adattarsi gradualmente alle condizioni di coltivazione extra-vitro, mantenendo la massima vigoria della pianta anche durante questa fase delicata. Le piante offerte nello shop hanno in tutti i casi già superato la fase di adattamento per almeno 3 mesi. Dopo questa prima fase la pianta viene portata all’esterno, sotto la luce diretta del sole, mantenendo sempre 3-4 cm d’acqua nel sottovaso. Come per la maggior parte delle piante carnivore, utilizziamo solo acqua distillata prodotta da un sistema a osmosi inversa.

Illuminazione:
Le Drosera picciolate amano tanta luce diretta! In pieno sole infatti esse svilupperanno al meglio i loro incredibili colori!

Irrigazione:
Nel loro ambiente naturale durante l’estate piove molto spesso: un eccesso d’acqua non è un problema se ben esposte al sole, generalmente è consigliabile mantenere qualche centimetro d’acqua in un alto sottovaso. È importante utilizzare solo acqua distillata o, in alternativa, tutte le acque a bassissimo contenuto di sali minerali. Ad esempio quella piovana o tutte le acque di condensa (condizionatore, deumidificatore). È necessario che la conducibilità abbia un valore inferiore a 50 micro-siemens.
Gli inverni in quelle regioni sono relativamente secchi, con l’avvicinarsi della stagione fredda è obbligatorio ridurre gradualmente l’apporto idrico. In questa fase la pianta comincerà a ritirarsi in una forma di riposo vegetativo che non prevede ibernacolo: lentamente, con l’avvicinarsi delle temperature fredde e con l’abbassarsi del livello idrico esse rallenteranno la crescita formando una “rosetta” di foglie prive di trappola e dall’aspetto villoso.

Substrato:
Sebbene il 50% di torba e il 50% di perlite vadano bene come substrato generale, consigliamo il substrato per Drosera che abbiamo sviluppato e testato per la crescita ottimale di questo genere.

Stagionalità e temperature:
L’inverno per le Drosera picciolate coltivate in un’area a clima temperato rappresenta la vera sfida: seguendo delle piccole e facili regole potremmo coltivare al meglio queste splendide piante carnivore anche con i nostri inverni rigidi e umidi. Come già accennato la Drosera picciolata non tollera eccessi d’acqua e umidità nei mesi freddi. Queste condizioni porterebbero facilmente ad attacchi fungini che comprometterebbero velocemente la salute della pianta. Al termine dell’estate è opportuno ridurre gradualmente l’apporto idrico fino ad ottenere una condizione di terreno asciutto (non secco!) che verrà bagnato dal basso ogni qualvolta risulti necessario col fine di mantenere un leggero grado di umidità del substrato. Se si vive in zone dove le temperature invernali scendono sotto i 10-15°C è opportuno munirsi di un terrario indoor con un buon tasso di riciclo dell’aria per evitare l’accumularsi di umidità deleteria per questa Drosera. Le temperature minime non dovrebbero scendere sotto i 18°C. In questa fase la pianta comincerà lentamente a produrre foglie più fitte, sempre più corte e senza trappole funzionanti fino a raggiungere l’aspetto di una “rosetta, rallentando totalmente il proprio metabolismo fino alla primavera. Questa condizione di riposo è necessaria per permettere alla pianta di seguire il proprio ciclo naturale. Pertanto è sconsigliato far vegetare le Drosera picciolate tutto l’anno.
La primavera è un periodo un po’ delicato per le Drosera picciolate, in natura infatti coincide con l’aumento esponenziale delle piogge, evento che avviene in concomitanza con l’aumento delle temperature. Per simulare correttamente questo periodo ed evitare attacchi da parte di muffe bisogna “svegliare” le Drosera picciolate gradualmente. Per fare ciò è consigliato aumentare gradualmente l’apporto idrico: all’aumentare dell’umidità e dell’acqua presente nel terreno la Drosera picciolata comincerà a svegliarsi. Quando le temperature esterne lo permetteranno (> ai 18°C) si possono posizionare i vasi all’esterno in pieno sole utilizzando il classico sistema di coltivazione utilizzato per Dionaea, Sarracenia e Drosera subtropicali.

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni sulla coltivazione visitate le nostre guide alla coltivazione o utilizzate il nostro supporto per la cura delle piante scrivendo una e-mail al mitico “Pigliamosche” Andrea Amici (ilpigliamosche@diflora.it).

Fonte

Diflora ha cominciato la propagazione di questa Drosera utilizzando semi fatti germinare in vitro presso il nostro laboratorio. Questo esemplare è stato selezionato per la sua unicità in termini di forma e colore, risultando un prodotto distintivo sul mercato.

Tecnica di cattura

Drosera cattura principalmente piccoli insetti volanti. Lo fa grazie ad un sistema di cattura “a colla”, basato cioè sulla produzione di goccioline di acqua e polisaccaridi (zuccheri) all’estremità dei tentacoli. Queste gocce emulano la funzione del nettare e attirano piccoli insetti che cercano sostanze zuccherine per nutrirsi. Una volta che gli sfortunati visitatori atterrano sulle foglie di Drosera rimangono appiccicati a causa dell’elevata viscosità delle goccioline. Poco alla volta il liquido denso proveniente dai tentacoli vicini avvolge l’animale che sarà destinato ad una morte piuttosto macabra: le trachee, i fori respiratori  posti nell’addome degli insetti, vengono ostruite causandone la morte per soffocamento.

Coltivazione

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Best Season

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Condizioni di illuminazione

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Drosera – Caratteristiche speciali

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Recensioni del cliente

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