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Descrizione

Drosera chrysolepis è originaria del Brasile, ha una crescita a palmetta, le foglie presentano una peluria molto fitta di colore bianco. Si sviluppa in altezza. Ha un bel fiore di color bianco. Pianta molto rara!

Origini:
Brasile

Descrizione:

  • Clima: tropicale (Highland)
  • Ciclo di vita: perenne
  • Forma: eretta
  • Foglie: verde brillante, ricoperte di peli bianchi
  • Trappole: verdi con tentacoli rossi

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni e foto visita il nostro blog e le nostre pagine facebook e instagram.

Dettagli dell’acquisto

Istruzioni per la cura

Come coltiviamo le Drosere Sudamericane? 
Le piante in-vitro vengono ambientata indoor in una camera di coltura con parametri ambientali controllati. ciò permette ai tessuti della pianta di adattarsi gradualmente alle condizioni di coltivazione extra-vitro, mantenendo la massima vigoria della pianta anche durante questa fase delicata. Le piante offerte nello shop hanno in tutti i casi già superato la fase di adattamento per almeno 3 mesi. Dopo questa prima fase la pianta viene portata all’esterno, sotto la luce diretta del sole, mantenendo sempre 3-4 cm d’acqua nel sottovaso. Come per la maggior parte delle piante carnivore, utilizziamo solo acqua distillata prodotta da un sistema a osmosi inversa.

Illuminazione:
Come la maggior parte delle piante carnivore appartenenti al genere Drosera, anche le Drosere Sudamericane hanno bisogno di molta luce e di molto sole, tuttavia per evitare l’innalzarsi eccessivo delle temperature è consigliabile non esporle al sole diretto soprattutto durante le ore più calde della giornata.
Molti coltivatori esperti preferiscono crescere queste piante carnivore all’interno di terrari con temperatura controllata (garantendo lo sbalzo termico) e risulta essere la soluzione perfetta anche per le Drosere sudamericane più esigenti.

Irrigazione:
Le Drosere subtropicali amano i ristagni d’acqua (3-4 cm di acqua distillata sempre nel sottovaso). Questo serve a imitare fedelmente l’ambiente naturale in cui vivono.
È importante utilizzare solo acqua distillata o, in alternativa, tutte le acque a bassissimo contenuto di sali minerali. Ad esempio quella piovana o tutte le acque di condensa (condizionatore, deumidificatore). È necessario che la conducibilità abbia un valore inferiore a 50 micro-siemens.

Substrato:
Sebbene il 50% di torba e il 50% di perlite vadano bene come substrato generale, consigliamo il substrato minerale per Drosera che abbiamo sviluppato e testato per la crescita ottimale delle piante che crescono su terreni ultramafici.

Stagionalità e temperature:
Questa famiglia comprende un vasto genere di Drosere originarie del Sud America in aree montane a clima prevalentemente tropicale caratterizzato da temperature generalmente non superiori ai 25°C e piogge abbondanti. Per la maggior parte di queste drosere la coltivazione è abbastanza semplice: necessitano di temperature non eccessivamente alte e gradiscono uno sbalzo di temperatura tra giorno e notte che si aggira intorno ai 10°C.
Essendo tropicali le drosere del Sud America temono il freddo. Alcune come Drosera tomentosa sono più resistenti di altre che potrebbero perire se esposte a temperature inferiori ai 15°C per un tempo prolungato. Tuttavia in linea generale esse riescono a svernare all’interno di una serra fredda oppure di una doppia finestra senza grossi problemi. L’ideale sarebbe munirsi di un terrario ben areato e munito di luci artificiali, in cui riuscire a replicare le loro condizioni naturali tipiche di piante tropicali di montagna: temperature costanti tutto l’anno comprese intorno ai 15°C di notte e 20-25 di giorno.
Se optiamo per lo svernamento in serra fredda o in una doppia finestra dobbiamo prestare particolare attenzione alle temperature, come per le Drosera subtropicali anche le Drosera tropicali del Sud America rallenteranno il loro metabolismo in inverno (senza tuttavia avere un vero e proprio periodo di riposo) riuscendo a resistere, in alcuni casi, anche a temperature intorno agli 5-8°C. Durante questo periodo sfavorevole l’obiettivo diventerà la sopravvivenza della pianta, rinunciando un po’ alla resa estetica. Con l’arrivo della primavera torneranno ad essere vigorose e colorate!

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni sulla coltivazione visitate le nostre guide alla coltivazione o utilizzate il nostro supporto per la cura delle piante scrivendo una e-mail al mitico “Pigliamosche” Andrea Amici (ilpigliamosche@diflora.it).

 

Fonte

Diflora ha iniziato la propagazione in vitro di questa Drosera partendo da fiale sterili ricevute da altri venditori o appassionati.

Tecnica di cattura

Drosera cattura principalmente piccoli insetti volanti. Lo fa grazie ad un sistema di cattura “a colla”, basato cioè sulla produzione di goccioline di acqua e polisaccaridi (zuccheri) all’estremità dei tentacoli. Queste gocce emulano la funzione del nettare e attirano piccoli insetti che cercano sostanze zuccherine per nutrirsi. Una volta che gli sfortunati visitatori atterrano sulle foglie di Drosera rimangono appiccicati a causa dell’elevata viscosità delle goccioline. Poco alla volta il liquido denso proveniente dai tentacoli vicini avvolge l’animale che sarà destinato ad una morte piuttosto macabra: le trachee, i fori respiratori  posti nell’addome degli insetti, vengono ostruite causandone la morte per soffocamento.

Coltivazione

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Best Season

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Condizioni di illuminazione

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Drosera – Caratteristiche speciali

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Drosera chrysolepis

14.00 *

Descrizione

Drosera chrysolepis è originaria del Brasile, ha una crescita a palmetta, le foglie presentano una peluria molto fitta di colore bianco. Si sviluppa in altezza. Ha un bel fiore di color bianco. Pianta molto rara!

Origini:
Brasile

Descrizione:

  • Clima: tropicale (Highland)
  • Ciclo di vita: perenne
  • Forma: eretta
  • Foglie: verde brillante, ricoperte di peli bianchi
  • Trappole: verdi con tentacoli rossi

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni e foto visita il nostro blog e le nostre pagine facebook e instagram.

Dettagli dell’acquisto

Istruzioni per la cura

Come coltiviamo le Drosere Sudamericane? 
Le piante in-vitro vengono ambientata indoor in una camera di coltura con parametri ambientali controllati. ciò permette ai tessuti della pianta di adattarsi gradualmente alle condizioni di coltivazione extra-vitro, mantenendo la massima vigoria della pianta anche durante questa fase delicata. Le piante offerte nello shop hanno in tutti i casi già superato la fase di adattamento per almeno 3 mesi. Dopo questa prima fase la pianta viene portata all’esterno, sotto la luce diretta del sole, mantenendo sempre 3-4 cm d’acqua nel sottovaso. Come per la maggior parte delle piante carnivore, utilizziamo solo acqua distillata prodotta da un sistema a osmosi inversa.

Illuminazione:
Come la maggior parte delle piante carnivore appartenenti al genere Drosera, anche le Drosere Sudamericane hanno bisogno di molta luce e di molto sole, tuttavia per evitare l’innalzarsi eccessivo delle temperature è consigliabile non esporle al sole diretto soprattutto durante le ore più calde della giornata.
Molti coltivatori esperti preferiscono crescere queste piante carnivore all’interno di terrari con temperatura controllata (garantendo lo sbalzo termico) e risulta essere la soluzione perfetta anche per le Drosere sudamericane più esigenti.

Irrigazione:
Le Drosere subtropicali amano i ristagni d’acqua (3-4 cm di acqua distillata sempre nel sottovaso). Questo serve a imitare fedelmente l’ambiente naturale in cui vivono.
È importante utilizzare solo acqua distillata o, in alternativa, tutte le acque a bassissimo contenuto di sali minerali. Ad esempio quella piovana o tutte le acque di condensa (condizionatore, deumidificatore). È necessario che la conducibilità abbia un valore inferiore a 50 micro-siemens.

Substrato:
Sebbene il 50% di torba e il 50% di perlite vadano bene come substrato generale, consigliamo il substrato minerale per Drosera che abbiamo sviluppato e testato per la crescita ottimale delle piante che crescono su terreni ultramafici.

Stagionalità e temperature:
Questa famiglia comprende un vasto genere di Drosere originarie del Sud America in aree montane a clima prevalentemente tropicale caratterizzato da temperature generalmente non superiori ai 25°C e piogge abbondanti. Per la maggior parte di queste drosere la coltivazione è abbastanza semplice: necessitano di temperature non eccessivamente alte e gradiscono uno sbalzo di temperatura tra giorno e notte che si aggira intorno ai 10°C.
Essendo tropicali le drosere del Sud America temono il freddo. Alcune come Drosera tomentosa sono più resistenti di altre che potrebbero perire se esposte a temperature inferiori ai 15°C per un tempo prolungato. Tuttavia in linea generale esse riescono a svernare all’interno di una serra fredda oppure di una doppia finestra senza grossi problemi. L’ideale sarebbe munirsi di un terrario ben areato e munito di luci artificiali, in cui riuscire a replicare le loro condizioni naturali tipiche di piante tropicali di montagna: temperature costanti tutto l’anno comprese intorno ai 15°C di notte e 20-25 di giorno.
Se optiamo per lo svernamento in serra fredda o in una doppia finestra dobbiamo prestare particolare attenzione alle temperature, come per le Drosera subtropicali anche le Drosera tropicali del Sud America rallenteranno il loro metabolismo in inverno (senza tuttavia avere un vero e proprio periodo di riposo) riuscendo a resistere, in alcuni casi, anche a temperature intorno agli 5-8°C. Durante questo periodo sfavorevole l’obiettivo diventerà la sopravvivenza della pianta, rinunciando un po’ alla resa estetica. Con l’arrivo della primavera torneranno ad essere vigorose e colorate!

Informazioni aggiuntive:
Per ulteriori informazioni sulla coltivazione visitate le nostre guide alla coltivazione o utilizzate il nostro supporto per la cura delle piante scrivendo una e-mail al mitico “Pigliamosche” Andrea Amici (ilpigliamosche@diflora.it).

 

Fonte

Diflora ha iniziato la propagazione in vitro di questa Drosera partendo da fiale sterili ricevute da altri venditori o appassionati.

Tecnica di cattura

Drosera cattura principalmente piccoli insetti volanti. Lo fa grazie ad un sistema di cattura “a colla”, basato cioè sulla produzione di goccioline di acqua e polisaccaridi (zuccheri) all’estremità dei tentacoli. Queste gocce emulano la funzione del nettare e attirano piccoli insetti che cercano sostanze zuccherine per nutrirsi. Una volta che gli sfortunati visitatori atterrano sulle foglie di Drosera rimangono appiccicati a causa dell’elevata viscosità delle goccioline. Poco alla volta il liquido denso proveniente dai tentacoli vicini avvolge l’animale che sarà destinato ad una morte piuttosto macabra: le trachee, i fori respiratori  posti nell’addome degli insetti, vengono ostruite causandone la morte per soffocamento.

Coltivazione

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Best Season

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Condizioni di illuminazione

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Drosera – Caratteristiche speciali

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